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Tassazione

Proposta per un sistema di tassazione pił equo ed efficiente

L’attuale sistema di tassazione italiano ha molti difetti. Esaminiamone alcuni.

  1. Sperequazione fiscale.
  2. Evasione ed elusione fiscale.
  3. Eccessiva burocrazia.
  1. Sperequazione fiscale.

    Il nostro sistema è molto sbilanciato nel confronto fra lavoratori dipendenti e piccola imprenditoria da una parte e grandi gruppi industriali dall’altra. Per i gruppi industriali è possibile, legalmente, pagare una percentuale di tasse irrisoria rispetto al reddito reale. Vediamo, in maniera molto semplificata, come funziona uno dei meccanismi più usati.

    Normalmente una S.p.A. paga tasse per circa il 53% degli utili netti, e i soci non pagano altre tasse per la loro percentuale di utili. Sembrerebbe una percentuale ragionevole, considerando gli utili che di solito hanno le S.p.A., ma ci sono altre categorie di utili. Tutti gli utili derivati da compravendita di quote azionarie sono tassati per una percentuale del 1,5% per i privati e allo 0% per le aziende. Il trucco (perfettamente legale) consiste nel trasformare la maggior parte degli utili in utili del secondo tipo. Faccio un piccolo esempio immaginario e molto semplificato rispetto alle procedure reali.

    L’ipotetico Gruppo L&I ha fatto utili per 1 miliardo. Dovrebbe pagare tasse per il 53%, quindi 530 milioni. Ma il Gruppo L&I controlla le Società AA, BB e CC.

    Ha fatto questi utili con la Società AA e allora cosa fare?

    La Società AA acquista azioni della Società BB per l’ammontare di 1 miliardo, e poi rivende le stesse azioni alla Società CC per la cifra di 2 miliardi.



    AA compra da BB azioni

    -1.000.000

    AA rivende le stesse azioni a CC

    +2.000.000

    AA ha fatto utili per vendite azionarie

    +1.000.000



    A questo punto AA ha ancora un utile di 1.000.000, ma non tassabile. Un bel risparmio, non vi pare? (niente invece di 530 milioni).

  2. Evasione ed elusione fiscale.

    A causa della complessità del sistema fiscale italiano, è praticamente inutile controllare l’evasione fiscale. Il costo degli organismi preposti ai controlli è quasi pari ai ricavi ottenuti dai controlli. La maggior parte di coloro che effettuano i controlli lavora per fare ottenere allo stato una cifra che permette solamente il mantenimento economico della struttura di controllo.

    Eppure la stima delle evasioni fiscali è abbastanza consistente. Consideriamo i dati ISTAT relativi al 1997 (non ho trovato dati più recenti). L'ISTAT è molto prudente nelle stime, perché i suoi dati devono essere attendibili.

    Questi dati si riferiscono alle Unità di lavoro [ unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (ULA): quantità di lavoro utilizzata dal sistema produttivo, stimata riportando il totale delle posizioni lavorative ad unità equivalenti a tempo pieno. Esse rappresentano, quindi, il numero teorico di occupati che si otterrebbe ipotizzando che ciascuno di essi lavorasse un numero di ore pari a quello degli occupati regolari a tempo pieno].

    La fonte è www.istat.it

    Branche

    Numero

    Non regolari

    % non

    1 Agricoltura

    1480

    433

    29,2

    2 Industria in senso stretto

    5191

    305

    5,9

    3 Costruzioni

    1479

    248

    16,8

    4 Comm., P.e., Tras., Comun.

    5916

    1117

    18,9

    5 Cred., Ass., Serv.impr.

    2606

    386

    14,8

    6 Altri servizi

    5887

    939

    16,0

    Totale

    22558

    3428

    15,2



    Abbiamo quindi una stima di lavoro sommerso del 15,2% nel 1997, e considerato il fatto che negli anni precedenti la percentuale è stata in crescita, possiamo pensare che attualmente sia più alta.



  3. Eccessiva burocrazia.

    Noi tutti sappiamo che compilare un modello per la dichiarazione dei redditi richiede una certa abilità e conoscenza dei termini burocratici. Non conosco le stime per le spese di commercialisti relative alle dichiarazioni dei redditi, ma posso immaginare che siano molto alte, e la maggior parte di queste spese devono essere classificate come lavoro nero (raramente i commercialisti vi rilasciano la ricevuta per la dichiarazione dei redditi).

    Le aziende sono tenute ad attuare la ritenuta fiscale sugli stipendi dei dipendenti, e tutto il lavoro burocratico necessario è un costo che va ad aumentare i prezzi dei beni al consumo.

    Per ottenere i rimborsi ci vogliono molti anni, e dopo dieci anni, se il cittadino dimentica di sollecitare il rimborso, lo Stato non lo restituisce per niente.

Soluzioni

Che soluzioni possiamo dare noi di MDE per risolvere questi problemi?

La soluzione più ovvia è la massima semplificazione del sistema tributario.

Visto che i redditi sono difficilmente controllabili e facilmente falsificabili, il sistema più semplice è tassare la differenza fra le entrate e le uscite delle aziende. L’’I.V.A. (imposta sul valore aggiunto) è una tassa su tale differenza.

L’aumento dell’I.V.A. non colpirà la povera gente, perché gli stipendi dei lavoratori dipendenti, senza le tasse sul reddito, cresceranno di tutta quella porzione che ora costituisce la ritenuta d’acconto.

Le aziende saranno praticamente impossibilitate a lavorare in nero, perché basterà fare dei controlli più severi su chi produce le materie prime per riuscire a tenere le fila di tutto il sistema fiscale.

In teoria le tasse sul reddito sono più eque perché aumentano con fasce proporzionali ai redditi, ma nella pratica, se non si riesce a determinare il reddito reale, sono più inique.

Nessuno è ancora riuscito a costruire un sistema non costoso per controllare i redditi, quindi i sistemi odierni, basati su redditi virtuali, sono ingiusti.

Ma di quanto dovrà essere aumentata l’I.V.A. per coprire le attuali spese dello stato?

Ecco una tabella riassuntiva dell'erario italiano nel 1998 e 1999.

 

TRIBUTI (Entrate Nette)

1998

%

1999

%

IMPOSTE DIRETTE

IRPEF

207.308

36,63%

227.937

37,58%

IRPEG

44.707

7,90%

63.959

10,55%

ILOR

7.944

1,40%

5.127

0,85%

IMPOSTE SOSTITUTIVE

21.724

3,84%

24.469

4,03%

RITENUTE A TITOLO DI IMPOSTA DEFINITIVA

4.156

0,73%

1.504

0,25%

CONDONI E IMPOSTE STRAORDINARIE

12.749

2,25%

348

0,06%

ALTRI TRIBUTI DIRETTI

9.579

1,69%

7.999

1,32%

TOTALE IMPOSTE DIRETTE

308.167

54,45%

331.343

54,63%

IMPOSTE INDIRETTE

IVA

131.793

23,29%

136.434

22,50%

REGISTRO

6.625

1,17%

7.610

1,25%

BOLLO

8.321

1,47%

7.452

1,23%

ASSICURAZIONI

6.805

1,20%

5.627

0,93%

CONCESSIONI GOVERNATIVE

2.171

0,38%

2.219

0,37%

IPOTECARIA E CATASTALE

2.720

0,48%

3.050

0,50%

AUTOMOBILISTICHE

1.544

0,27%

1.304

0,22%

SPETTACOLI ED ALTRI

494

0,09%

517

0,09%

CANONI RADIO-TV

2.466

0,44%

2.531

0,42%

SUCCESSIONI E DONAZIONI

1.690

0,30%

1.786

0,29%

CONDONI E IMPOSTE STRAORDINARIE

155

0,03%

71

0,01%

OLI MINERALI E DERIVATI

42.153

7,45%

42.664

7,03%

ACCISA E IMP. CONSUMO ALTRI PRODOTTI

6.677

1,18%

8.293

1,37%

IMPOSTE DI CONSUMO

3.352

0,59%

3.440

0,57%

TABACCHI

12.149

2,15%

13.087

2,16%

LOTTO E LOTTERIE

13.285

2,35%

20.001

3,30%

ALTRE ENTRATE INDIRETTE

15.371

2,72%

19.068

3,14%

TOTALE IMPOSTE INDIRETTE

257.772

45,55%

275.154

45,37%

 

TOTALE ENTRATE TRIBUTARIE

565.939

100,00%

606.497

100,00%



La fonte è http://www.finanze.it

Prendiamo in considerazione il 1999.

L'IRPEF costituisce il 37,58% delle entrate tributarie. Per semplificare assumiamo che l'IRPEF costituisca il 40% delle entrate tributarie.

Se vogliamo abolirla dovremmo distribuire questa percentuale sulle altre imposte che costituiscono il 60% con un aumento delle altre imposte di 40/60,

Quindi ad esempio l'I.V.A. al 20% diventerebbe IVA al 33,3% (arrotondiamo al 34%) e così anche le altre imposte indirette.

Quindi se andiamo a comprare un bene che costa 120.000 lire, che attualmente ha l'I.V.A. al 20% questo verrebbe a costare 100.000+34.000 di IVA= 134.000 con un aumento del prezzo di 14.000, che costituisce una percentuale di aumento del'11,67%. In compenso gli stipendi crescerebbero di circa il 20% che è la percentuale di IRPEF media per uno stipendio annuo di circa 30 milioni. Questo non vale per alcuni beni come la benzina, che è ipertassata, ma si può studiare qualcosa al riguardo. Inoltre dopo un breve periodo iniziale, è auspicabile il recupero di una buona parte del lavoro sommerso, almeno il 10%, che consentirà di diminuire la percentuale di altre imposte.

Se poi decidessimo di abolire tutte le imposte dirette, l'aumento dei prezzi sarebbe comunque di circa il 20%, che è quello che si pagava prima, ma il vantaggio è che il controllo del sistema fiscale sarebbe molto semplice e veloce, e impedirebbe il lavoro nero.

     
                 
     
                     
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